Studio legale Mazza Prof. Avv. Oliviero Mazza
Studio legale MazzaProf. Avv. Oliviero Mazza

Diritto penale dell'impresa

Il diritto penale dell'impresa, in tutti i suoi aspetti, è una delle specializzazioni dello Studio legale Mazza. In particolare, viene offerta assistenza nei procedimenti penali a carico delle società, ai sensi del d.lgs. n. 231 del 2001.

Lo Studio ha anche sviluppato una specifica esperienza professionale nella predisposizione e nell'adeguamento dei modelli organizzativi previsti dal d.lgs. n. 231 del 2001. A richiesta, si forniscono preventivi di spesa per l'elaborazione o l'adeguamento dei suddetti modelli organizzativi.

I modelli organizzativi nel sistema del d.lgs. n. 231 del 2001



LA PREVENZIONE DELLA RESPONSABILITÀ DELLE SOCIETÀ PER I REATI COMMESSI DA DIRIGENTI O DIPENDENTI

(D.LGS. 8 GIUGNO 2001 N. 231 E SUCCESSIVE MODIFCAZIONI)

 

Con l’entrata in vigore del d.lgs. 8 giugno 2001 n. 231 è stata introdotta nel nostro ordinamento la responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato.

In seguito a tale innovazione, anche le società (in generale, qualunque forma di ente con o senza personalità giuridica) sono oggi chiamate a rispondere direttamente dei reati commessi a vantaggio o nell’interesse delle medesime dalle persone fisiche dipendenti o dirigenti delle stesse.

Questa autonoma responsabilità della società dipendente dal reato commesso dalla persona fisica viene accertata con le forme del processo penale ed è del tutto assimilabile a una vera e propria responsabilità penale dell’ente che supera il tradizionale principio per cui societas delinquere non potest.

Il presupposto della responsabilità delle persone giuridiche va ravvisato nell’agevolazione colposa del reato commesso dal dipendente o dal dirigente nell’interesse o a vantaggio (anche solo parziale) della società di appartenenza. In altri termini, alla società viene ascritta la colpa organizzativa che ha permesso alla persona fisica di commettere il reato.

Le società sono dunque chiamate a rispondere autonomamente di una vasta serie di illeciti penali commessi dalle persone fisiche in rapporto organico con l’ente: solo a titolo esemplificativo, abusi di mercato, reati societari, infortuni sul lavoro, ricettazione, riciclaggio, violazioni del diritto d’autore, delitti contro l’industria e il commercio, delitti informatici, trattamento illecito dei dati, indebita percezione di erogazioni pubbliche, truffa in danno dello Stato o di enti pubblici, concussione, corruzione, delitti di criminalità organizzata o con finalità di terrorismo.

Dopo la recentissima entrata in vigore della l. 15 luglio 2009 n. 94 (Pacchetto sicurezza), le società possono rispondere di qualunque reato commesso da un dipendente o dirigente associato a delinquere con altri soggetti. Nell’elenco dei reati presupposto della responsabilità dell’ente è stata infatti aggiunta l’associazione a delinquere prevista dall’art. 416 c.p. L’estensione della responsabilità delle società ai delitti associativi scardina il limite rappresentato dalla frammentarietà dei reati presupposto, dato che per coinvolgere direttamente la società sarà d’ora in poi sufficiente che qualsiasi suo agente, apicale o subordinato, abbia compiuto una qualunque attività delittuosa, magari anche solo a livello di atti preparatori, in stabile cooperazione con almeno altre due persone, anche esterne all’ente.   

 In caso di condanna, alla società possono essere applicate sanzioni particolarmente rigorose che vanno dalla pena pecuniaria (fino a un massimo di € 1.549.000,00) alla confisca del prezzo o del profitto del reato, dalla pubblicazione della sentenza alle sanzioni interdittive.

Queste ultime possono essere molto gravi, anche in considerazione della loro anticipata applicabilità sotto forma di misure cautelari già nel corso del processo. Si tratta della interdizione dall’esercizio dell’attività in via temporanea o anche definitiva (quest’ultima, una sorta di pena di morte dell’ente); della sospensione o della revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito; del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione; dell’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi o della revoca degli stessi qualora già concessi; del divieto di pubblicizzare beni o servizi.

Il d.lgs. n. 231 del 2001 prevede che la società possa essere esonerata dalla responsabilità per il reato commesso dai suoi dipendenti o dirigenti se dimostra di non aver in alcun modo agevolato tale attività illecita, avendo posto in essere preventivamente tutte le cautele necessarie alla prevenzione del delitto. In particolare, è necessario:

-       aver adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi;

-       aver istituito un organismo interno, dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo, al quale affidare l’effettiva vigilanza sul funzionamento e l’osservanza dei modelli organizzativi nonché sul loro costante aggiornamento.

Il rischio penale per le società può dunque essere escluso attraverso l’adozione dei modelli organizzativi e l’istituzione dell’organismo di vigilanza. Occorre, in altri termini, un’organizzazione aziendale idonea a prevenire i reati.

L’elaborazione di modelli organizzativi di gestione e di controllo che siano in grado di evitare le sanzioni alla società implica una “mappatura” del rischio penale che presuppone un lavoro di equipe fra specialisti del diritto e della procedura penale, auditor interni ed esterni, esperti contabili e amministratori. La scrittura e l’adozione di un codice etico e di un modello organizzativo sono solo il momento conclusivo di un necessario studio preliminare calibrato sulle specificità di ogni singola impresa.

Anche la composizione dell’organo di vigilanza non può prescindere dalla presenza di soggetti portatori di competenze specifiche, anzitutto nel sistema penale e in quello di auditing. Ai componenti l’organo di vigilanza deve poi essere garantita l’indispensabile autonomia, la capacità di interventi tempestivi e calibrati sul concreto insorgere del rischio penale rispetto al quale dovrà essere costantemente curato l’aggiornamento e l’adeguamento dei modelli organizzativi.

 

 

THE PREVENTION OF COMPANYS’ LIABILITY FOR OFFENCES COMMITTED BY DIRECTORS OR EMPLOYEES

 

With the coming into forces of the d.lgs 8 June 2001 n.231, in our legal order has been introduced liability for companies for administrative offences resulting from a crime.

Following this introduction, even companies (in general sense, whatever kind of company, with or without legal status) will directly answer for offences committed in favour or in interest of the same company by directors or employees.

This autonomous liability of the company, coming from a crime committed by dependents, is verified through a criminal proceeding and it is entirely assimilated into a proper criminal liability of the company that overcomes the traditional principle for which societas delinquere non potest.

The presupposition for corporate’s liability has to be found in the negligent facilitation of the offence committed by employees or directors in interest or in favour of the company itself. In other words, the company is held lialble for the organizational fault which lets dependents to commit the offence.

Thus companies are autonomously responsible for a wide range of criminal acts committed by dependents relating to the staff of the company: just for example, market abuses, corporate offences, industrial accidents, money laundering, violation of copyright, crimes against industry and trade, computer crimes, illegal treatment of data, frauds to the detriment of the state or public companies, graft, corruption, organized crime, terrorism.

After the very recent coming into forces of l. July 15th 2009 n. 94 (Public Safety law), companies could be considered liable for any offence committed by an employee or director in conspiracy with others. Indeed, in the list of offences which are presupposition for  liability of the company, it has been added criminal conspiracy regulated by article 416 of the criminal code. Thus the extension of the list of presupposition crimes, now including the criminal conspiracy, overcomes the limits deriving from the original fragmentary crime’s number. Now to involve company’s liability would be sufficient that any employee, apical or subordinated, makes any crime activity, even just preparing it, in permanent cooperation with two other people at least, even not belonging to the company.

In case of sentence, strict forfeitures could be enforced to the company, from pecuniary punishment (to € 1.549.000,00 max) to confiscation of the price or the gain of the crime, from publication of the sentence to interdictive sanctions.

These forfeitures could be very strict, also considering their anticipated applicability during the process. It refers to temporary or even permanet bans from business for company  (permanet ban means a sort of death sentence for the company); to suspension or repeal of the authorizations, permissions; to the ban of negotiate with the public administration; to the exclusion from public facilitations, funding, contributions or subsidies or repeal of them whether already granted; to the ban to bill goods or services.

The law n. 231 of 2001 provides exemption from responsibility for companies for offences committed by its employees or director if it demostrates not to have facilitated it in any way, taking necessary measures of prevention. In particular, it is necessary to:

-       prepare and implement models of organization and management in order to prevent offences, before their commitment.

-       create an internal organism, provided with autonomous power of initiative and control, which vigilates on company’s activities and on models of organization, as well as on their updating.

The penal risk for companies could be avoided trough the application of these models of organization and creating the vigilance organism. It is requested, in other words, a management able to prevent offences.

The elaboration of proper models of organization for management and control in order to avoid sanctions to the company means a “map” of penal risks, and involves a work of collaboration between experts of criminal law and procedure, internal and external auditors, accountants and directors.

Preparing and adopting an ethical code and a model of organization is just the conclusive moment of a necessary and preliminary study, according to the specificities of the company.

Even the composition of the vigilance organism needs members with specific competences, above all in criminal system and in the auditing one. It must be granted to all members the indispensable autonomy, the ability to make tempestive interventions and to calibrate them on the arising of criminal risk; to adeguate and update constantly the organizational models.

 

Criminalità economica e criminalità organizzata

Lo Studio legale Mazza ha acquisito una specifica conoscenza dei procedimenti penali per reati di criminalità economica e di criminalità organizzata, compresi gli aspetti patrimoniali di quest'ultima e i procedimenti di prevenzione.

Ulteriori specializzazioni

Il prof. avv. Oliviero Mazza è specializzato nella difesa in Corte d'Assise, nel grado d'appello e dinanzi alle giurisdizioni superiori, in particolare per i procedimenti dinanzi alla Corte di Cassazione.

Si fornisce, inoltre, assistenza per la presentazione dei ricorsi alla Corte europea dei diritti dell'uomo e per lo svolgimento del relativo procedimento a Strasburgo.

Avete ulteriori domande riguardo le nostre attività?

Contattateci direttamente al numero +39 02 58302246 oppure compilate il modulo online.

Indirizzo

Studio Legale Mazza
Via Enrico Besana, 4
20122, Milano
Tel.  
+39 02.36735318
Fax. +39 02.36735318

www.mazzastudiolegale.com

oliviero.mazza@mazzastudiolegale.com

 

 

PEC

oliviero.mazza@pec.ordineavvocatibrescia.it

 

 

Indirizzo secondo studio:

Piazza Vittorio Emanuele II, 59

25087 Salò (BS)

(si riceve solo il martedì, previo appuntamento)

 

Telefono

+39 0365 522635

 

Fax

+39 0365 525861

 

 

Se preferite, potete compilare il nostro modulo online.

Stampa Stampa | Mappa del sito
© Studio legale Mazza, via Enrico Besana 4, 20122 MILANO